Tutti i rifiuti da Firenze a Livorno. Ma va bene così…

Link: Coordinamento Rifiuti Zero: Lettera aperta alla Regione Toscana

La notizia è di quelle da far tremare i polsi: il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, e quello di Livorno, Alessandro Cosimi, starebbero trattando per dirottare tutti i rifiuti del capoluogo toscano a Livorno. Lo avrebbe annunciato con disarmante disinvoltura lo stesso Renzi agli altri amministratori fiorentini del PD nei giorni scorsi. La notizia viene riportata oggi da Repubblica e trova conferma ufficiose nei corridoi di Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze. Non trova invece spazio nelle colonne de Il Tirreno, giornale appartenente allo stesso gruppo editoriale di Repubblica.

Ma andiamo per ordine. Ufficialmente il sindaco di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi, sta avviando le procedure per la gara di appalto atta ad individuare il partner privato da affiancare alla  Quadrifoglio (la S.p.A che si occupa dei servizi ambientali dell’area fiorentina) nello smaltimento dei rifiuti nell’inceneritore di Case Passerini. Così come Renzi, che sia da presidente della Provincia che da sindaco di Firenze ha fatto della “delocalizzazione” dei rifiuti fiorentini a Sesto uno dei suoi più importanti cavalli di battaglia, non ha ancora ufficialmente accennato ad ipotesi alternative di dirottamento dei rifiuti.

Ma si sa bene che in barba alla tanto sbandierata “democrazia partecipata”, le strategie politiche si mettono a punto nella stanze chiuse dei palazzi, non certo in assemblea con la popolazione o davanti ai microfoni dei media. Ed ecco come prenderebbe corpo la proposta-shock di Renzi. Innanzitutto da due necessità legate l’una all’altra: la marcia indietro fatta da Gianassi di accogliere i rifiuti di tutta la città e dell’hinterland di Firenze (su spinta dell’avversione al progetto da parte di molti altri sindaci della Piana fiorentina, quello di Campi Bisenzio su tutti) e la conseguente prospettiva di Renzi di poter barattare il diniego del sindaco di Sesto con un suo placet per il potenziamento dell’aeroporto di Peretola (agonizzante perché surclassato da quello di Pisa).

Certo è che se un sindaco “amico” come Renzi, per di più compagno di partito, si permette di avanzare una simile proposta, appare evidente che quanto meno abbia chiesto prima a Cosimi un parere di fattibilità e che la risposta non sia stata negativa. Chissà quale sarebbe la merce di scambio con Firenze e cosa viene ritenuto così appetibile da compromettere irrimediabilmente la salute dei cittadini livornesi, costretti ad accogliere i rifiuti di una popolazione tre volte superiore alla propria e a subire ancora una volta passivamente le scellerate politiche della propria amministrazione. Sembra riproporsi pertanto (il condizionale è d’obbligo e speriamo vivamente di essere smentiti con i fatti, non con le parole), così come avvenuto con il nuovo ospedale, quel modello di “democrazia partecipata” tanto caro a Cosimi: fare tutto in silenzio e rendere pubbliche le manovre solo a cose ormai fatte. Il tutto ovviamente col silenzio complice del quotidiano di partito, Il Tirreno. Che però già domani potrebbe forse essere costretto a uscire con il solito pezzo scritto a quattro mani.

tratto da Senzasoste

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