Il casalese Cosentino e la sua mancata bocciatura grazie al PD

pd_coerenza.pngIl caso Cosentino, il sottosegretario all’economia di cui è stato chiesto l’arresto per organicità alla camorra dei casalesi, è destinato a durare per un pò. Anche per l’ostinazione di Cosentino a non uscire di scena o, perlomeno, a farlo con delle garanzie. Del rapporto tra Cosentino, il PDL e la camorra si è parlato molto, in effetti in questi giorni. Meno del fatto che Cosentino, prima di approdare all’allora Forza Italia, era un esponente del centrosinistra campano. Appartenenza che deve essere ricordata ancora con gratitudine dal PD visto che, nella votazione sulla mozione di sfiducia a Cosentino per fatti di camorra a inizio 2009, i deputati del partito democratico sono risultati decisivi nel far naufragare la richiesta di dimissioni. Guardate i nomi degli assenti alla votazione: c’è tutto lo stato maggiore vecchio e nuovo del partito. Eppure si trattava della possibilità di dare un colpo serio alla credibilità del governo. Ma non sarà che in Campania, seconda regione del PD per iscritti, ci sono interessi incrociati tra partito democratico e PDL? E che toccano il terreno della camorra?
Certo che si, basta solo aprire gli occhi.

(red) 13 novembre

***

Nicola Cosentino, non uno qualunque. Ricapitoliamo: di Casal di Principe, coordinatore regionale per la Campania del Pdl e sottosegretario all’Economia con delega al Tesoro, in questi giorni Cosentino è al centro di una bufera che vede un profondo intreccio tra mafia e politica, dove gli interessi dell’una convergono in quelli dell’altra. Più che in questi giorni, sarebbe meglio dire nell’ultimo anno.

[..] Ben sei pentiti hanno accusato Cosentino di essere un punto di riferimento in Campania per il clan dei Casalesi, con cui il politico in carriera è anche imparentato; voti, appoggio politico, enorme potere economico. Parliamo dello stesso che un anno fa dichiarava a La Stampa che “Saviano rende un cattivo servizio all’Antimafia”.

Ora, il premier Berlusconi vorrebbe candidare alla regione Campania un tale profilo, che anche con tutto il garantismo del mondo non dovrebbe neanche avvicinarsi ad un ruolo pubblico. Ma veniamo alla notizia semi-rimossa. All’inizio del 2009 c’era già stata una mozione di sfiducia verso Nicola Cosentino, visto il ruolo non trascurabile che ricopriva e ricopre nel governo. Indovinate chi ha affossato la mozione? Le assenze del PD.

Difatti, 10 mesi fa, una mozione (primo firmatario Soro dello stesso Pd) presentata da esponenti del Pd, dell’Idv e dell’Udc per far dimettere il sottosegretario all’Economia fu affossata dall’assenza di un mare di deputati.

Recuperiamo il servizio molto prelibato dell’Espresso, che fa nomi e cognomi degli assenti: tra le decine spiccano Walter Veltroni, Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani. Ecco la lista completa:

Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti. Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.

Non hanno partecipato al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli: Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut ,Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini,Cuomo, D’Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico.

Erano assenti gli onorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D’Alema, Lusetti, Melandri, Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, Colombo Furio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta, Portas, Tullo, Calipari. Risultavano “in missione” gli onorevoli: Fassino, Migliavacca, Bindi, Albonetti, Barbi, Farina, Rigoni.

Non bastasse, viene fuori che alcuni del Pd presenti sono addirittura usciti dall’aula e rientrati subito dopo la bocciatura, e hanno ripreso a votare altre risoluzioni. Se si fossero presentati compatti, vista il numero ridotto del Pdl, la mozione sarebbe passata. Non resta che far LORO sempre la stessa, noiosa domanda: quale opposizione?

fonte

http://www.polisblog.it/post/6101/nicola-cosentino-e-quella-mancata-bocciatura-grazie-al-pd-lespresso-fa-i-nomi-degli-assen

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